Profilo spirituale e virtù
Virtù dei voti religiosi
Le virtù dei voti religiosi – obbedienza, povertà e castità – e l'umiltà che le sostiene I voti che pronunciò non furono per lei una prescrizione in più, ma il modo di appartenere interamente a Dio. Le pagine seguenti si basano sul documento preparato dalla congregazione per il processo di beatificazione.
Obbedienza
«Dio vuole che diventiate una grande santa. Lasciate che lo faccia secondo la sua volontà. Non perderete nulla.»
La Serva di Dio fu per tutta la vita un modello di obbedienza. Già da bambina visse questa virtù, che avrebbe segnato tutta la sua esistenza. Comprese che la volontà di Dio parla con la voce dei suoi genitori e del suo direttore spirituale. Da allora iniziò una lotta instancabile contro il difetto del suo carattere – contro la testardaggine che poteva rovinare ciò che la grazia di Dio aveva seminato nella sua anima. La «zizzania» era per lei anzitutto la propria volontà; e poiché «voleva essere santa», sapeva di poterlo raggiungere solo sottomettendole anche il proprio giudizio. Avrebbe obbedito, a qualunque costo.
Povertà
«La fiducia nella Provvidenza di Dio al posto della sicurezza del possesso.»
La Serva di Dio amò la povertà in modo straordinario. Amava le sue condizioni semplici e le privazioni che le imponevano – o piuttosto non desiderava nulla al di fuori di ciò che le veniva dato, e di ciò che riceveva si negava, per il proprio bisogno, tutto quanto era possibile. Ancor prima della fondazione del suo istituto fece voto di non voler possedere nulla se non ciò di cui, con il consenso del confessore, aveva assolutamente bisogno per vivere; tutto il resto doveva essere impiegato per la gloria di Dio e per il sollievo dei poveri.
Castità
«Un cuore che appartiene interamente a Dio, non diviso tra più amori.»
La Serva di Dio conservò la sua purezza verginale con una cura che non venne mai meno. Aveva per questa virtù una particolare predilezione, e lo mostrano le sue preghiere dell'infanzia e della giovinezza: «O mio Gesù, dammi la grazia di conservare il mio cuore sempre del tutto puro. Non mi darai, mio buon Gesù, la grazia di servirti nello stato di verginità e di morire in esso? Non voglio essere vergine solo di nome, ma il mio cuore sia ornato delle virtù che chiedi a una vergine.» A quattordici anni fece voto di verginità per un anno, e a ventun anni promise castità perpetua.
Umiltà
«Chiedo a nostro Signore che dopo la mia morte io sia dimenticata, che nessuno parli più di me.»
La Serva di Dio visse l'umiltà in modo eroico. La grazia la illuminò fin dalla giovane età sulla santità, la grandezza e la maestà di Dio; tremava davanti a lui per rispetto e per la sua debolezza, per il suo nulla. Queste due impressioni misero radici profonde nella sua anima e formarono il solido fondamento su cui poté posare tutto l'edificio spirituale della sua santificazione.