Su Alfonsa Maria
Profilo biografico
Prima di cominciare a parlare di Elisabeth Eppinger (beata Alfonsa Maria), sarà bene conoscere i luoghi in cui trascorse l’infanzia e la giovinezza e dove più tardi fondò la sua opera.
Niederbronn, cittadina dalla posizione singolare nel paesaggio alsaziano, si addossa alle pendici orientali dei Vosgi, dove passa la strada da Strasburgo a Bitche. Collega l’Alsazia con la Lorena. I dintorni di Niederbronn sono ricchi e variati.
Le origini di Niederbronn risalgono lontano nel passato. La città conquistò fama molto prima dell’era cristiana grazie alla scoperta di sorgenti termali. Il loro potere curativo e il fascino dei dintorni attirarono molti ospiti delle terme e viaggiatori. Nella zona più ampia si trovano tracce di abitanti liguri e celti. Più tardi, circa 100 anni prima di Cristo, tribù germaniche si riversarono in Alsazia, e fra queste i Triboci si stabilirono nella parte settentrionale del paese. Sotto il dominio di Giulio Cesare vi fu pace nel paese. I suoi abitanti trassero grande beneficio dalla cultura romana. L’Alsazia settentrionale porta ancora tracce dell’epoca romana. A ovest di Niederbronn, sulla cima del Wasenburg, si ergono le rovine di una fortezza romana chiamata „specula”.
Il cristianesimo vi trasmise una fede forte e favorì lo sviluppo di una cultura latino-germanica.
Ma che cosa significa, accanto a questo glorioso passato, la vita di una semplice contadinella nata il 9 settembre 1814 a Niederbronn? Un primo incontro con Elisabeth Eppinger merita a stento attenzione, eppure presto ella attirerà l’attenzione dei contemporanei. La gente la giudica diversamente: alcuni la insultano e la sospettano, altri la venerano e l’ammirano come straordinariamente graziata e famosa. Molti vengono da lei, ascoltano i suoi consigli e si affidano alle sue preghiere.
Nel tempo in cui Elisabeth vide la luce, la Francia viveva la fine dei gravi sconvolgimenti della grande rivoluzione e dell’epoca imperiale. Il paese era esausto per le rivolte e la guerra. Le passioni politiche si placarono per un tempo, ma divamparono con violenza ancora maggiore e durarono per tutto il XIX secolo, e con una breve interruzione durano fino a oggi.
Dio diede a questa nazione così umiliata un nuovo risveglio – un grande rinnovamento religioso.
Suscitò in tutti gli strati della nazione anime apostoliche piene di zelo, che operarono nel loro tempo come pionieri. Pensiamo agli eroi della parola infuocata come Père Lacordaire e Montalembert, agli eroi della carità come Père Chevrier, suor Rosalie, Pauline Jaricot, ai santi missionari e sacerdoti come il Curato d’Ars e Père Libermann. Pensiamo ai grandi fondatori di ordini attivi e contemplativi: Jeanne Jugan manda le sue suore agli anziani abbandonati, Marie de Jésus si dedica esclusivamente al servizio dei malati nei quartieri poveri, Père Chaminade forma maestri cristiani per una nazione priva di istruzione. Nello stesso tempo Dio dota numerosi mistici di grazie straordinarie e di visioni: Thérèse Durnerin, Catherine Labouré, Bernadette Soubirous.
Elisabeth fu malaticcia per tutta la vita, eppure Dio la onorò con numerose visioni, comprese quelle che riguardavano avvenimenti politici. Esse dovevano essere un impulso per lei stessa e poi anche per i grandi peccatori, perché si destassero dal peccato.
Elisabeth sapeva bene, però, che non ci si può chiudere nelle visioni, ma che la cosa più importante è vivere di fede. Naturalmente anche lei fu profondamente toccata dagli influssi esteriori: la sofferenza del Papa, le tentazioni del mondo e soprattutto le sorti della Francia.
Una personalità, tuttavia, va vista nel suo insieme. Non vogliamo nascondere nulla di Elisabeth, ma sappiamo che nel suo corpo debole abitava uno spirito forte. Grandi teologi sono dello stesso parere. Ciò che conta soprattutto, però, è il grado eroico delle sue virtù e l’opera che portò a compimento per la maggior gloria di Dio.
Al tempo della Riforma l’albero genealogico della famiglia Eppinger – rispetto ad altri – appartiene a quelli che rimasero fedeli alla fede cattolica.
I suoi genitori erano contadini devoti e timorati di Dio, che vivevano onestamente e si sforzavano di dare ai loro undici figli una buona educazione cristiana. Il lavoro duro ed estenuante non impediva loro di recitare insieme il rosario ogni giorno. Elisabeth era di natura mite e di mente seria, e molto presto si possono scorgere in lei i segni della grazia di Dio.
Dall’età di tre anni vuole già recitare da sola le preghiere fondamentali del cristiano cattolico, il Padre nostro e l’Ave Maria. Più conosce Dio, più prende coscienza anche della natura del peccato come disobbedienza e ingratitudine, torto e offesa, male e ingiustizia verso Dio. Decise di combattere contro ogni genere di peccato.
In questa lotta è rafforzata dalla meditazione della passione e della morte del Redentore, e al tempo stesso ciò la spinge ad atti volontari di penitenza e di riparazione.
Con gioia e grande attenzione partecipa all’istruzione catechistica sotto la guida del parroco Jean David Reichard, che era un sacerdote di santa vita e un buon conoscitore degli uomini.
È lui che presto si convince che Elisabeth è una bambina che coopera in modo straordinario con la grazia di Dio.
A quattordici anni Elisabeth fa la prima Comunione. Allora il suo confessore le permise di ricevere la Comunione ogni otto giorni. È proprio attraverso l’Eucaristia che rafforza la sua unione con Dio.
A quindici anni si sente totalmente attratta da Dio. Nella persona del suo padre spirituale Jean David Reichard ha una guida saggia, forte e risoluta. Si rende sempre più conto che Dio permette le prove per liberarla da tutto ciò che è terreno, affinché a suo tempo possa mettersi interamente a disposizione dei disegni di Dio.
Per alcuni anni gode di buona salute. Più tardi, però, le vengono incontro prove dure e pesanti.
Con interruzioni – per sette anni e mezzo – è malata e costretta a letto.
Eppure il modo in cui accoglie questa nuova sofferenza, il modo in cui prega e così si approfondisce nel „Mysterium crucis”, il mistero della croce, fa un’impressione molto favorevole su tutti coloro che la cercano.
Durante la malattia riceve doni mistici, specialmente lo straordinario dono del discernimento.
Grazie a questo dono può scrutare i cuori umani, rivelare cose nascoste e predire avvenimenti futuri.
Anche nella grave malattia Elisabeth non abbandona il pensiero di una vita consacrata a Dio, che da tempo custodisce nel cuore.
Dopo un tentativo di entrare in un ordine già esistente, la provvidenza di Dio dispose le cose in modo che, con il consenso del vescovo diocesano di Strasburgo, il 28 agosto 1849 fondò la nuova Congregazione delle Figlie del Divin Redentore, rispondendo alle condizioni del tempo.
Ispirata dalla spiritualità di sant’Alfonso, prende il nome religioso di suor Alfonsa Maria. Considera sua prima priorità la creazione di una famiglia religiosa il cui spirito sia lo Spirito di Gesù Cristo, e lo stesso si rifletterà nella preghiera, nel sacrificio, nel servizio e nell’amore per i poveri, per i bambini e per i malati.
Interamente consumata nell’amore per Dio e per gli uomini, morì il 31 luglio 1867 a Niederbronn, in un tempo di grande crescita ed espansione della congregazione.